domenica 26 marzo 2017

Nana, E. Zola -1880

Analisi obiettiva, distacco e sospensione di ogni giudizio: queste sono le caratteristiche dello sguardo dell'autore sulla vita di Nana, ragazza dalle umili origini che si riscatta (solo economicamente) con il teatro e la vita in società.  Il mondo della recitazione, la finzione e il doppio allo specchio sono temi di fondo che si sposano con una cruda osservazione della classe borghese, con la sua allegria ostentata, la grettezza intrinseca e le astuzie. Una ragazza incapace di profondità, senza alcun talento se non quello di ostentare la sua nudità, ha un grandissimo successo, asseconda la sua natura sessualmente capricciosa con  un rapido susseguirsi di amanti (uomini e donne) e, nel farlo, lascia dietro sé una scia di disgrazie: matrimoni distrutti, patrimoni dilapidati, malattie, illegalità, suicidi. Nulla sembra poterla salvare e nemmeno lei cerca una via d'uscita. Realistico ed interessante

☆☆☆ e mezzo

Originalità della trama: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆
Coinvolgimento del lettore: ☆☆☆\☆☆☆☆☆
VM: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆
Arricchimento culturale: ☆☆☆\☆☆☆