giovedì 29 dicembre 2016

Giganti, streghe e animali magici, R. Denti -2005

Conoscendo Roberto Denti come libraio e partigiano, volevo sperimentare la lettura di qualche suo scritto nell'ambito che maggiormente gli appartiene: la letteratura per ragazzi. Non sono stata delusa. Il libro è una raccolta delle leggende e delle fiabe della cultura celtica, tutte riferite ad un unico personaggio (il giovane Ian), volte a creare una sorta di biografia fantasiosa e mitologica già nel mito. Altri grandi protagonisti di questi cinque racconti sono gli animali (magici, parlanti, aiutanti ma anche semplici bestie per il lavoro dei campi), il male (inteso proprio nel senso della cattiveria umana e della sfortuna) e la terra d'Irlanda (unica grande madre cui tornare).
È una lettura formativa, anche se sono molto incerta se affrontarla o meno con i miei bambini, forse troppo piccoli per seguire le vicissitudini narrate e impressionabili. Purtroppo ho letto l'edizione digitale e non potuto apprezzarle appieno, ma le illustrazioni sono bellissime, delicate e sfumate.

☆☆☆ e 1/2


Originalità della trama: ☆☆☆\☆☆☆☆☆
Coinvolgimento del lettore: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆
VM: 0
Arricchimeto culturale: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆


mercoledì 21 dicembre 2016

Il petalo cremisi ed il bianco, M.Faber -2002

Il mio giudizio su questo romanzo, contemporaneo ma ambientato nella Londra vittoriana, resta altalenante. L'autore ha dichiarato di aver lavorato per vent'anni sulla ricostruzione di costume e società.
 E si vede.
 Ricerche minuziose, amore per i particolari (gradevoli e sgradevoli che siano), oggetti, rimedi medici, localizzazioni geografiche... tutto ciò che riguarda la vita quotidiana del 1870 è preciso. Fortunatamente Faber non cade mai nell'errore di dividere parti narrative e parti descrittive ma fonde tutto creando una grande amalgama verbosa.
La caratterizzazione di personaggi è l'altro grande merito dell'autore. Sono sviscerati ed "indagati"in tutte le pieghe del loro animo, arricchiti di pensieri profondi e flash back, nonché capaci di dialoghi interessanti e grande proprietà di linguaggio.
Da ultimo ho apprezzato particolarmente le scelte stilistiche; il dialogo iniziale tra autore e lettore, che si accompagnano, come due spiriti eterei tra le vie di Londra, sfiorando i vari personaggi e le varie situazioni è un piccolo gioiello di stile; l'inserimento di frammenti di letture, del romanzo di Sugar e del diario di Agnes, di lettere di lavoro e di pagine di studio di Sophie sono un diversivo che alleggerisce la lunga lettura; grande e degna di elogio è la capacità dell'autore di legare tra loro situazioni diverse grazie allo stesso frammento di dialogo ("Amore mio" è una frase che lega due dialoghi e due situazioni differenti, permettendo di passare da uno all'altro in scioltezza).
Assolutamente improbabile è,  però,  l'impalcatura stessa del romanzo, la trama. La storia di una prostituta con una grandissima e sconfinata cultura letteraria, che viene assunta come istitutrice a casa di un cliente è assolutamente surreale.
I particolari scabrosi e crudi della vita di strada sono esagerati e, invece che invogliare la lettura, allontanano, fanno prendere le distanze. Era necessario? Ma soprattutto...è credibile?

☆☆\☆☆☆☆☆

Originalità della trama:☆☆\☆☆☆☆☆
Coinvolgimento del lettore: ☆☆\☆☆☆☆☆
VM: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆
Arricchimento culturale: ☆☆☆\☆☆☆☆☆