L'ultimo romanzo che ho letto nel 2016, è il resoconto quasi giornalistico di un fatto di cronaca avvenuto nel 1993 in Francia. La vicenda narra di Jean Claude Romand, inquietante personaggio che, dopo avere mantenuto una doppia vita per 15 anni, trucida la sua famiglia e tenta il suicidio per paura che la verità venga a galla. Generalmente non amo questo tipo di indagine, ma mi hanno colpito molto due scelte dell'autore:
- Stile: Carrere racconta le vicende a partire dal suo personale punto di vista. Sottolinea le ricerche, le analisi, i carteggi, proprio come se stesse narrando i passaggi del suo lavoro e della sua indagine; si tratta di un punto di partenza originale e scevro da ogni piaggeria verso il pubblico.
- Trama: il racconto non si esaurisce con un semplice epilogo ma prosegue seguendo il carteggio e le interviste degli amici di Romand durante la sua vita in carcere. Carrere dimostra così di essere interessato alla storia e alla sua prosecuzione in maniera intensa e genuina.
Ho avuto l'impressione che fosse eccessiva l'empatia tra autore e personaggio; l'indagine sembra quasi difendere l'efferatezza del male.
☆☆☆\☆☆☆☆☆
Originalità della trama:☆☆☆☆/☆☆☆☆☆
Coinvolgimento del lettore: ☆☆☆☆\☆☆☆☆☆
VM: ☆☆☆\☆☆☆☆☆
Arricchimento culturale: ☆\☆☆☆☆☆
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